The Shore

11,90

Fabio Mina

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SKU: 06asl2014 Category:

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Instruments

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Musicians

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Credits

all compositions by Fabio Mina except track #2 by Marco Zanotti
rec may 2013, Ex Macello, Bellaria (italy)
recorded by Davide Battistelli
mastered by Riccardo Nanni at 7_floor groundzero
produced by Fabio Mina & Marco Dalpane
photo by © Roberto Masotti

2014 a simple lunch 06asl/2014

Fabio Mina: flute, duduk (#2, #5, #6), khaen (#3), bansuri (#6), danmoi (#8), koncovka (#8), inside flute (#1), electronics, field recordings
Marco Zanotti: bombos legueros (#3, #10) calebasse (#6), pandeiro (#6, #8), iya (#10), metal drum (#2), objects and various percussions (#4)
Markus Stockhausen: flugelhorn (#2), piccolo trumpet (#8)
Pavel Hurkiza: voice (…)

Duduk
Oboe armeno in legno di albicocco
Khaen
Organo a bocca tailandese
Bansuri
Flauto traverso, in bambù, dell' India Settentrionale
Danmoi
Scaccia pensieri di ottone proveniente dal Vietnam
Koncovka
Flauto armonico slovacco, senza fori

artwork di copertina Vanni Spazzoli
courtesy L'Ariete Artecontemporanea
design Valentina Nanni, W – Leonardo Federici

1 review for The Shore

  1. admin

    Fonte inesauribile d’ispirazione è per me il mare. The Shore nasce dal desiderio di approfondire come compositore/improvvisatore le possibili relazioni con il suono ambientale. Nel mare ho trovato una libreria immensa di suoni fatti d’acqua, di sabbia, tra risacca, onde e aria che ne cambiano la forma. Percepiamo i suoni chiaramente quando passiamo accanto al punto di emissione, altri ci arrivano forti anche da lontano, altri ancora li possiamo distinguere solo con l’ausilio di particolari microfoni tanto sono impercettibili e nascosti. Il mare è poi in grado di far risuonare elementi architettonici e naturali che vengono colpiti o sfiorati dalla sua forza, ampliando ulteriormente lo spettro, l’organico della sua orchestra. Successivamente mi sono anche spostato dal mare, dalla costa, scoprendo altri suoni come quello della pioggia che cade con diversa intensità su diverse superfici e quello del traffico che risuona in un grande palo di metallo al bordo della strada. Gli strumenti che suono sono legati simbolicamente alla natura, all’acqua, all’aria, al mondo percepibile attraverso i sensi, ma rappresentano anche “voci” del mondo spirituale, più ancestrale e intimo. Non esiste dualità tra ciò che percepiamo con i sensi e quello che sentiamo con lo spirito. Marco Zanotti, esploratore di diverse tradizioni musicali come quella africana, andalusa e brasiliana, ha trovato in strumenti come la calebasse, il pandeiro ed il bombo una espressività aperta ad esplorare orizzonti che non fossero esclusivamente quelli della musica tradizionale dei luoghi di origine.

    (Fabio Mina)

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